Traversata delle Grigne

23 e 24 settembre ’17

Interrompiamo per un attimo il nostro viaggio nel tempo in Canada per dedicarci alle montagne nostrane. Dopo qualche incertezza causa meteo, decidiamo di farci un weekend in un posto per noi nuovo che desideravo visitare da diverso tempo: le Grigne.Il meteo previsto per il fine settimana non è il top, ma in zona Lecco sembra essere meglio che altrove. Ne approfittiamo senza troppi indugi. Così sabato mattina, sul presto ma non prestissimo, ci mettiamo in macchina alla volta di Piani dei Resinelli, località dove parte il nostro itinerario. L’idea è di percorrere la traversata del gruppo delle Grigne, toccando in questo modo le due cime principali del gruppo montuoso, la Grignetta e il Grignone; su quest’ultima cima, a 2.410 metri sorge il mitico rifugio Brioschi, dove passeremo la notte. Si parte, avvolti nelle nubi…speriamo bene. Iniziamo a risalire puntando il nostro primo obiettivo, la Grignetta. L’ambiente, già in questa prima parte, appare selvaggio, decisamente molto meno “addomesticato” rispetto alle montagne di casa nostra. Proseguiamo aiutandoci con carta e gps, nel frattempo riusciamo a vedere anche un po’ di cielo azzurro: molto bene! Raggiungiamo una sella dove, dall’alto, una capra ci fa cucu, la troveremo poco dopo in cima alla Grignetta. Pranziamo con dei panazzi sulla cima, molto frequentata, dove si trova anche un classico bivacco in lamiera. La vista, con le nubi sotto di noi, è davvero uno spettacolo. Dopo esserci scaldati con il tepore del sole riprendiamo la nostra traversata, la strada è ancora parecchio lunga. La discesa inizia subito in modo strong, un paio di catene aiutano nella disarrampicata. Rincontriamo la nostra amica capra, che ha la grande idea di mettersi di traverso su una cengia larga 50 cm. La scavalchiamo non senza qualche imprecazione e proseguiamo nella discesa. Incontriamo anche un camoscio solitario che sembra mettersi in posa dal suo lato migliore, di persone invece non c’è neanche l’ombra. Questa seconda parte è decisamente bella, solitaria e severa. Dopo la discesa, di nuovo la salita. Le gambe iniziano a farsi sentire. Via via che si prosegue il sentiero lascia nuovamente spazio alla roccia, in qualche punto attrezzata con catene, ma sempre piuttosto esposta e verticale. Avvolti nelle nubi proseguiamo, ormai dovremmo esserci. Si diradano le nubi, sullo sfondo il Brioschi. Evviva! Stanchi (i quasi 2000 metri complessivi di oggi si fanno sentire) ma soddisfatti sgoliamo un paio di Radler. Esco per fare una foto al tramonto, stupendo, mi congelo e in 3 ms sono di nuovo dentro imbacuccato nel piumino. La temperatura è di pochi gradi sopra lo 0°. Cena con zuppa, polenta e arrosto, poi a letto. La notte passa così così, era un po’ che non dormivamo in camerata con tanta gente. Arriva il mattino e un temporale ci dà il buongiorno. Dopo la tempesta, la quiete. Fuori il cielo è meraviglioso. Colazione, cento foto, salutiamo la rifugista e partiamo. Dopo la traversata alta di ieri, oggi tocca alla bassa. Scendiamo molto velocemente, il dislivello positivo accumulato ieri oggi dobbiamo perderlo. In poco più di un’ora scendiamo di quota di 1000 metri, le ginocchia ringraziano. La giornata comunque è un 10, ce la godiamo per bene. In circa 5 ore di cammino raggiungiamo Pian dei Resinelli, giusto in tempo per una polenta con la salsiccia. Bel weekend, sicuramente torneremo a fare visita a queste belle montagne.

Alla prox,

Paolo 

 

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    La descrizione particolare e dettagliatissima da’ l’idea della fatica …e della soddisfazione. Perfetta.

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      Grazie del commento, Milena!